Dal 1° settembre 2026, la fatturazione elettronica è passata dallo status di progetto lontano a quello di obbligo concreto per tutte le aziende soggette all’IVA. Questo cambiamento normativo ridistribuisce le priorità degli studi di commercialisti, che devono nel contempo gestire la crescente importanza dell’intelligenza artificiale e un’esposizione sempre maggiore agli attacchi informatici. Il panorama della professione contabile si riconfigura attorno a questi tre assi simultanei.
Cybersecurity degli studi contabili: un angolo morto che diventa critico
I contenuti dedicati alle tendenze della professione contabile si concentrano ampiamente sulla fatturazione elettronica e sull’IA. La questione della cybersecurity, invece, rimane trattata marginalmente, mentre costituisce un rischio operativo significativo per gli studi.
Uno studio concentra per natura dati fiscali, bancari, sociali e patrimoniali di decine, a volte centinaia di clienti. Questa densità di informazioni sensibili lo rende un obiettivo particolarmente redditizio per gli aggressori. Secondo il barometro del CESIN pubblicato nel 2026, il phishing, lo spear phishing e lo smishing rappresentavano la principale via di attacco contro le aziende francesi nel 2025.
Le ultime fonti di monitoraggio, in particolare le notizie su InExt Com, consentono di seguire l’evoluzione di queste questioni digitali che colpiscono direttamente i professionisti del numero.
La CNIL ha inoltre registrato 6.167 violazioni di dati personali nel 2025, in aumento del 9,5% rispetto all’anno precedente. Per uno studio, una fuga di dati dei clienti non pone solo un problema tecnico: mette in gioco il segreto professionale, la responsabilità civile e la fiducia costruita in anni di relazione.

- Il phishing mirato (spear phishing) colpisce specificamente i collaboratori che hanno accesso ai dati finanziari, riproducendo scambi abituali con i clienti o le banche.
- La moltiplicazione delle piattaforme digitali (fatturazione elettronica, strumenti collaborativi, software cloud) amplia la superficie di attacco senza che gli studi di dimensioni modeste dispongano sempre di un referente sicurezza dedicato.
- Lo smishing (phishing via SMS) sfrutta le comunicazioni mobili frequenti tra collaboratori e clienti, un canale raramente coperto dalle formazioni interne.
La cybersecurity non è più un tema IT, è un tema di business che coinvolge direttamente la conformità normativa dello studio e la protezione del patrimonio informativo dei suoi clienti.
Fatturazione elettronica: cosa cambia per i commercialisti nella fase operativa
La riforma della fatturazione elettronica ha raggiunto un punto decisivo. Dal 1° settembre 2026, tutte le aziende soggette all’IVA devono poter ricevere fatture elettroniche. Le grandi aziende e le PMI devono anche emetterle. Questa scadenza non è più un orizzonte di pianificazione, è un vincolo quotidiano.
Per gli studi, la dimensione più immediata riguarda la selezione e la configurazione delle piattaforme autorizzate. I feedback dal campo mostrano che le piattaforme sono state sopraffatte dalle richieste all’inizio dell’anno, il che ha generato ritardi nel deployment per molti clienti.
Periodo di tolleranza e gestione dei ritardi
Il avvio è accompagnato da un periodo di tolleranza amministrativa, un dettaglio operativo poco messo in evidenza nelle analisi generali. Concretamente, ciò significa che gli studi devono dare priorità ai loro clienti in base al loro livello di preparazione, identificare quelli che rischiano di superare le scadenze e documentare le azioni intraprese.
La gestione dei ritardi diventa una missione a tutti gli effetti per i collaboratori, oltre al consueto monitoraggio delle dichiarazioni e alla revisione dei conti. Questo sovraccarico non è temporaneo: si inserisce in un calendario di aumento progressivo, con le PMI e le microimprese che dovranno a loro volta emettere fatture elettroniche nei prossimi mesi.

Il ruolo dello studio non si limita a un supporto tecnico. Si tratta anche di formare i clienti all’uso della loro piattaforma, verificare la conformità dei flussi e individuare le anomalie di trasmissione. Il commercialista diventa un intermediario di conformità digitale, una funzione che non esisteva formalmente due anni fa.
Intelligenza artificiale nello studio: tra promesse e deployment reale
L’IA fa parte di tutte le proiezioni sul futuro della professione contabile. Gli editori di software integrano progressivamente funzionalità di automazione, categorizzazione e rilevamento di anomalie. I feedback dal campo divergono su questo punto: alcuni studi utilizzano già questi strumenti quotidianamente, altri non hanno superato la fase di sperimentazione.
Il principale freno non è tecnologico. La riservatezza e la sicurezza dei dati rimangono gli ostacoli principali al deployment su larga scala dell’IA negli studi. Il segreto professionale impone vincoli rigorosi sul trattamento dei dati dei clienti da parte di strumenti di terze parti, e le garanzie offerte dai fornitori non coprono sempre l’intero perimetro normativo.
Governance degli usi piuttosto che corsa alla produttività
Il dibattito si sposta progressivamente dalla semplice produttività verso la governance. Quali collaboratori possono utilizzare quali strumenti, su quali tipi di dati, con quali tracce di audit? Queste domande, che riguardano tanto il management quanto la tecnica, non trovano ancora risposta standardizzata nella professione.
Gli studi di grandi dimensioni dispongono di mezzi per strutturare una politica d’uso. Le strutture più piccole avanzano in modo empirico, spesso basandosi sulle raccomandazioni dei loro editori. I dati disponibili non consentono di concludere su un tasso di adozione globale affidabile.
- L’automazione dell’inserimento e della categorizzazione dei documenti contabili è il caso d’uso più diffuso, poiché non tocca direttamente i dati sensibili del cliente.
- L’analisi predittiva (rilevamento di rischi, anticipazione della liquidità) progredisce più lentamente, frenata dalla necessità di convalidare ogni risultato prima della trasmissione al cliente.
- L’IA agentica, capace di svolgere più compiti senza intervento umano, inizia a comparire in alcuni software, ma il suo utilizzo nello studio rimane marginale.
Competenze e formazione: il divario tra bisogni e offerta
La fatturazione elettronica, la cybersecurity e l’IA creano simultaneamente un bisogno di nuove competenze negli studi. I collaboratori devono padroneggiare strumenti digitali che evolvono rapidamente, comprendere le questioni di protezione dei dati e accompagnare i clienti su temi tecnici che superano il perimetro tradizionale della contabilità.
I percorsi di formazione esistenti faticano a tenere il passo con questo ritmo. La professione dispone di dispositivi strutturati (obbligo di formazione continua, programmi offerti dall’Ordine), ma il contenuto disponibile non copre sempre i casi pratici riscontrati sul campo, in particolare in materia di cybersecurity applicata al contesto dello studio.
Il reclutamento rimane un punto di tensione. I profili che combinano competenze contabili e cultura digitale sono rari, e la concorrenza con le direzioni finanziarie delle aziende o gli studi di consulenza sui dati complica l’attrazione di talenti. Questa pressione sulle risorse umane condiziona direttamente la capacità degli studi di assorbire le trasformazioni in corso.

La professione contabile sta attraversando un periodo in cui diverse riforme e mutazioni tecnologiche convergono. La fatturazione elettronica impone un calendario non negoziabile, la cybersecurity richiede investimenti immediati e l’IA ridistribuisce i compiti senza un quadro stabilizzato. La capacità degli studi di gestire questi tre fronti dipenderà in larga misura dalle loro scelte in materia di formazione e reclutamento nei prossimi mesi.



